Prossima uscita
La libertà offerta a Natasha Duvnjak (EN)
A Natasha e a quella torrida estate del 2012.
A quella sua bellezza nella primavera della vita.
E alla sua mente, che un giorno l’avrebbe dannata.
Dietro le quinte di
La libertà offerta a Natasha Duvnjak in una passeggiata con l'autore per il mondo.
Non voglio anticipare nulla, né essere presuntuoso sul suo potenziale.
Ma spesso mi chiedo: quando saremo vecchi? Come vedremo la vita?
Avremmo vissuto tutti alla stessa maniera, o avremmo scelto strade diverse se avessimo la possibilità di rivivere?
Da qui nasce La libertà offerta a Natasha Duvnjak: un viaggio oltre le aspettative, per sfuggire a quel "Cavoli, sono vecchio, la vita è passata e cosa ho fatto? Ho lavorato nove ore al giorno e fatto qualche stupido viaggio di una settimana".
La prima metà del manoscritto l'ho scritta in riva al lago, in un chiringuito; ogni sessione di circa tre ore era accompagnata da due Tennent's, non una in meno e non una in più per quattro mesi.
È quasi finito, ma necessito di ulteriore tempo per editing e correzioni – un fattore economico. Le ultime pagine le concluderò in Sicilia, a casa. Finalmente.
Dopo quindici anni di vagabondare per il mondo, ho trovato una certa stabilità comprando casa: lo finirò guardando il bronzo di Icaro caduto sotto il Tempio della Concordia, quel mortale, presunto angelo dalle ali spezzate, mentre penso a lei e bevo una limonata con la cannuccia.
Uno dei miei cantanti preferiti, diceva: «Mi hai obbligato a non vederti, non telefonarti, ma non puoi obbligarmi a non pensarti».
Il mio libro preferito? Forse. Questo ha il sapore di casa.
Ancora una cosa: voglio ringraziare di cuore la ragazza che mi ha dato l'idea per questo magnifico romanzo a parer mio.
Una storia vera? Si e no.
Una storia che sarebbe potuta diventare vera?
Si.
(Grazie a chi mi da un po' di visibilità condividendo questa pagina.)








